Pasolini, il ritratto di un uomo che sapeva amare

Fonte: Repubblica.it – In scena al Piccolo Eliseo fino a domenica 29 novembre, Una giovinezza enormemente giovane, scritto da Gianni Borgna, interpretato da Roberto Herlitzka e diretto da Antonio Calenda

ROMA – Pasolini è tornato e ci parla di sé e del mondo contemporaneo. Il giudizio sui giovani è impietoso, così come lo è quello sulla società in cui viviamo. Siamo all’idroscalo di Ostia, a parlare è Pasolini-Herlitzka. Accanto a lui giace il suo cadavere, una poltiglia di sangue e fango.

Osserva i ragazzi e le ragazze seduti in sala e ne ritrae un profilo per nulla tenero: non sono altro che scialbe imitazioni dello stile di vita e dei costumi piccolo borghesi, di autentico non hanno più niente. Le casupole a Tor Pignattara, Cinecittà e Quadraro, roccaforti della Resistenza, dove nemmeno i tedeschi si arrischiavano a entrare, un tempo popolate da nugoli di bambini, donne sulle porte e uomini nelle osterie, oggi hanno lasciato il passo a palazzoni dove di quella vita di comunità non rimane nemmeno il ricordo.  Anche il campetto da calcio all’idroscalo è sparito, insieme alle basse catapecchie.Una giovinezza enormemente giovane 3 media

E così il poeta corsaro passa in rassegna gli anni delle bombe e la transizione a un nuovo fascismo, chiamato società dei consumi, e sottolinea amaro che “le stragi sono state anche quelle di culture, modi di vita, comportamenti. Ai modelli e ai valori distrutti, la società dei consumi sostituisce modelli e valori propri che sono quelli di una nuova specie di borghesia”. Diviso in due narrazioni, questo monologo è stato scritto dallo studioso di Pasolini, l’ex assessore alla Cultura a Roma Gianni Borgna, e diretto da Antonio Calenda. Nella prima, un’analisi sociologica in cui il poeta friulano cerca di leggere il mondo contemporaneo con “la stessa lucidità d’allora, ma anche con quel distacco e humour sottili di chi non è più coinvolto nelle cose terrene” scriveva Borgna. E con quella impressionante capacità  profetica di quando ad esempio componeva la poesia “Alì dagli occhi azzurri”, nella quale immaginava che
 […] Uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. […]
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane. […]

Una giovinezza enormemente giovane 2Nella seconda parte invece si ripercorrono le ultime ore prima della sua morte. Cosa accadde, quale fu la barbarie che portò a una fine tanto violenta: “Una volta a terra inerme, quella automobile mi passò sopra facendomi esplodere il cuore”. Ma quale fu il movente, chi orchestrò l’agguato, da dove veniva quella ferocia, nessuno lo sa, neanche lui. Herlitzka, fragile e filiforme nel corpo quanto intenso e profondo nell’interpretazione, ci restituisce, nel quarantennale dalla sua scomparsa, il ricordo dell’intellettuale, del poeta e del grande uomo dalla singolare capacità di amare.

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